La PEC: facciamo un po’ di chiarezza…

Questo articolo si propone di fare un po’ di chiarezza sulla PEC, un valido strumento a supporto di aziende e professionisti ma ancora, per alcuni, un illustre sconosciuto.

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Che cos’è?

Cominciamo con il dire che l’acronimo PEC sta per “Posta Elettronica Certificata”.

Ciò permette agevolmente di intuire come la PEC abbia un qualcosa in più rispetto alla ordinaria posta elettronica, ovvero a quelle che più colloquialmente vengono chiamate email.

La PEC, infatti, ha valore legale. Possiamo tranquillamente affermare come la PEC, nell’era del digitale, rappresenti un compromesso tra l’invio della email e l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Essa, inoltre, garantisce l’integrità del messaggio, ossia che esso giunga a destinazione senza possibilità alcuna di subire alterazioni.

Perché usarla?

Quando ricorriamo ad una raccomandata con ricevuta di ritorno lo facciamo perché essa consente non solo di inviare una missiva ad un soggetto ma anche di ottenere la prova che tale comunicazione è effettivamente pervenuta al destinatario.

La PEC permette di conseguire il medesimo risultato in tempi molto più brevi ed a costi estremamente più contenuti.

Per quanto riguarda i tempi è presto detto: pensate a quanto tempo impiegate a scrivere una lettera a computer, stamparla, intestare la busta e ad andare in posta ed inviarla (non so voi ma io mi ritengo fortunata quando aspetto in coda solo 15 minuti).

Riguardo ai costi, basti sapere che, una volta acquistato il relativo servizio (che, di regola, ha una scadenza annuale) è possibile inviare un numero illimitato di comunicazioni.

Se consideriamo che una raccomandata A/R ha un costo superiore ai 5,00 cad. e che, con alcuni dei gestori più conosciuti, il costo annuale di un servizio PEC è di 5,00 euro l’anno, è facile comprendere quale risparmio essa permetta di ottenere.

A ciò si aggiunga che il costo di una raccomandata varia a seconda del numero di fogli dei quali è composta. Più fogli avremo più caro pagheremo il servizio.

L’invio di una PEC, invece, prescinde dalla lunghezza della missiva.

L’unico lato negativo rispetto alla tradizionale raccomandata è rappresentato dal fatto che la PEC consente di ottenere una ricevuta di consegna avente valore legale solo nel caso in cui venga inviata ad un altro indirizzo PEC. Quindi per inviare una comunicazione ed avere un documento che attesti che la medesima è stata consegnata al destinatario è indispensabile che quest’ultimo sia dotato di un account di Posta Elettronica Certificata.

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Per chi è obbligatoria?

Il possesso di un account di Posta Elettronica Certificata è obbligatorio per: Pubblica Amministrazione, società, professionisti (architetti, ingegneri,avvocati, dottori commercialisti, consulenti del lavoro), ditte individuali.

Come ricercare un indirizzo PEC?

Se hai bisogno di inviare una comunicazione e non conosci l’indirizzo PEC del destinatario, scoprirlo è molto semplice: è sufficiente consultare il portare INI-PEC, creato dal Ministero dello Sviluppo Economico e contente l’elenco nazionale degli indirizzi di Posta Elettronica Certificata.

Utilizzarlo è molto semplice.

Una volta digitato il seguente indirizzo www.inipec.gov.it cliccare su Cerca Indirizzo Pec

Successivamente occorre selezionare il modulo da utilizzare, che varia a seconda del fatto che l’indirizzo PEC ricercato corrisponda ad un’impresa o ad un professionista.

A questo punto è sufficiente inserire i dati dei quali si è in possesso e che consentano di individuare inequivocabilmente il professionista o l’azienda in questione.

Dopo vari tentativi, ho concluso che il metodo migliore, a mio giudizio, quello di inserire il numero di partita iva che, essendo unico, permette di identificare senza dubbio alcuno il soggetto ricercato.

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